![]() Alessio mi ha preso alle strette. dare un voto a questo e quel intervento edilizio di grande impatto urbanistico. qui, in una piccola città di provincia. ho bocciato tutti con estrema severità. senza nessuna nota esplicativa. come nella scuola d'oggi. avete voluto i voti, eccoli. poi per capire queste mie apparenti insufficienze devo render conto di alcuni esempi positivi. devo tornare indietro un po' nella storia, ma poi mi ricordo di alcuni interventi postbellici, onesti, con la qualità aggiunta di aver costituito una cortina edilizia, un senso urbano realistico, la città che cresce per modificazioni coerenti. saluti e grazie, chiudo definitamente il cellulare, devo fare il solito giretto in bici nella campagna, con giulio sul seggiolino, decontaminarmi dalla mia aggressività critica. mi piace sempre più l'architettura disegnata dall'aratro nei campi. ![]() Si fa presto a parlare di verde, eco di qua, bio di la, orti urbani, filtri vegetazionali, progettazione integrata, inerbiti pensili, ecc... ecc... non lo so, ma oggi è ferragosto, l'anticiclone è in buona posizione, la temperatura supera la media ... ed io mi trovo a passeggiare nelle ore più calde in questo viale agricolo, tutto ombreggiato dalle fitte piccole foglie dei grandi olmi, con leggera brezza dal sapore salino... faccio due calcoli veloci, l'ombra supera l'ottanta per cento della superficie stradale, non male mi dico, ma non lo so, che valore abbia questa cosa... quando vale una sensazione gradevole? quanto vale camminare scalzi in un selciato di porfido non arroventato dal sole di ferragosto? quanto vale sentirsi invasi dalla natura? ... Beh! ci penseremo meglio domani o dopodomani, dopo aver organizzato un bel bagno al mare e aver rigenerato i nostri stimoli progettuali..
![]() roberto (presidente Porto dei Benandanti): < ciao! tutto bene? avresti voglia di scrivere poche righe sulle tue impressioni, sensazioni, emozioni... provate a "notturni di_versi, piccolo festival della poesia e delle arti notturne" 2009? inviamele e ti ringrazierò con un migliaio di BENeuri... con stima e affetto... > marco+: < io penso che notturni sia andato benessimo! alla faccia della crisi... abbiamo dimostrato (a non so chi - mancando qualsiasi rif. istituzionale, ma certo a noi stessi) di aveve ottime capacità organizzative e di coesione, qualità culturali e "umane", risposte alle emergenze (c'è ne sono state non poche!) con estrema professionalità, abbiamo dimostrato... in una parola "sostanza": operiamo con "giudizio" (direbbe ogni nonna!). Non riesco a dare un giudizio sulle proposte poetiche (ma la direzione artistica... mi sembrava assai soddisfatta!), certo tutto il festival si è rinnovato nella magia della location, il parco e le "decorazione" dei punti luce... (se ci spostassimo al cortino, mi immagino l'invasione installativa dell'intera area del castello neviano). Mi rendo conto inoltre che il concetto di "rete" dopo il frenetico lavorio di questa ultima decade, si stia mettendo davvero in moto... e questo carica tutti noi di forti rapporti emozionali, che scavalcano ogni logica di "ti chiamo, quale il tuo compenso?" a favore di un avanzamento culturale generale (bravi tutti i piccoli "grandi" editori presenti, bravi per esempio gli arte_molto_buffa un poco meno le_luci_della_centrale_el.). Mi spiace molto invece che non sia potuto esserci FIP... Aspetto i BENeuri! > PS. la foto è di una installazione di Carlo Vidoni (che saluto qui, non ci siamo incrociati durante l'evento!), ci piace molto, è una casetta condominiale per volatili notturni... e si avvicina molto alla nostra idea di architettura base. ![]() Tempo fa Mario Cucinella sulla sua bacheca di facebook diceva di lavorare "sulla definizione di sostenibilità" e aggiungeva "suggerimenti ne avete?". Marco Opla, tra i molti che avevano lasciato degli input, aveva lanciato convinto la sua frase "sintetica", dichiarando che la "sostenibilità abbia a che fare qualcosa col concetto di consapevolezza operativa, un'etica di equilibrio dei valori identitari messi in campo, in qualsiasi processo progettuale...", credendo cioè che sostenibilità non vada sempre associata alla sola visione di eco-compatibilità, ma coniugata in una più allarata visione sociale e anche economica, dove far emergere ogni onesta (etica) pratica intellettuale ed operativa. Credo che il buon Mario Cucinella pensi proprio ad una rivoluzione del pensiero progettuale a partire da oggettive e trasparenti responsabilità. Mi è più facile rimettere in ordine i suoi "condivisibili" pensieri (maturati dopo la tragedia abruzzese) ... <"è il momento di cambiare!!!!!!!!!! affrontare il tema della ricostruzione è fondamentale per non creare altri drammi nel tempo. l'occasione è quella di ricostruire dentro la città con principi di sicurezza che già il nostro paese ha normato, e applicare i principi di sostenibilità. il problema non è la progettazione è il sistema burocratico, è la capacità di controllare le costruzioni, di applicare con senso di responsabilità civile ed etica le norme... a questo paese non piace il rispetto rigoroso delle norme, non piace essere controllati e manca, e tutti lo sanno, il rigore dei processi dalla progettazione alla cotruzione ai controlli. bisogna smettere di fare appalti integrati su progetti preliminari e lasciare i progetti al sistema degli appalti al massimo ribasso. purtroppo questo piace a molti che vedono da troppo tempo in questa logica demenziale l'unico modo di fare tutto meno che dell'architettura, tutto meno che gli interessi collettivi. Basta a questa logica. E' da qui che deve rinascere una nuova etica e un processo completo per realizzare opere di qualità dove ognuno faccia il suo lavoro e assuma le proprie responsabilità. senza questo non nascera nulla e sopratutto nulla di nuovo...">> Mi è più facile rinfrescare "graficamente" uno schema oltremodo condivisibile datomi da Gianni (team-leader di mod-o) che apparteneva ai suoi appunti di studio di oltre vent'anni fa. Olà, si passi di corsa all'applicazione consapevole... E poi ci si chiede da dove arrivano certe idee... il piano casa di questi giorni. Stuccevole occasione tecnico imprenditoriale... ma si! un'occasione splendita anche per il mondo artistico... Opla+ ci aveva ragionato qualche tempo fa... maturando l'idea di ampliamenti armonici (tradotti anche in anilisi di pianificazione per livelli, lasciando piu spazio a terra, considerando comunque l'andamento demografico e le compatibilità storico-ambientali, standards, ecc, ecc...). Modificazioni a carattere collettivo ... senza dover per forza definire laconiche percentuali di cubatura-bonus e senza alimentare la solita illusione di coltivare individuali libertà. ![]() Ci vorrebbe proprio la musica dei Circus Joy, e i loro paesaggi sonori devastanti... così mi sollevo un po' da quei quotidiani chiaccericci irritanti. Mario ti ho plagiato, basi per opla+ . Ho parlato col coordinatore della sicurezza e nulla mi sapeva dire su quanto pericolosa sia l'attività di arch.project manager e quali dispositivi di protezione individuale bisogna prevedere davanti a un gip. Facebook (grazie Salvatore D'A.) mi vieni in aiuto... E' così >>> ![]() E da un po' di giorni che medito di scrivere un post sulle reti relazionali in internet, sui portali socio-democratici, i gruppi dei gruppi, l'architettura come non l'avete mai vista, e guarda come sono bravo a favorire interrelazioni e dinamiche di aggregazione virtuale, di tutto di più. Il panorama é davvero vasto, spesso ripetitivo, spesso bellissimo ma contorto, e il meglio è nascosto tra le pieghe della navigazione, solitamente scevro da protagonismi... e non vado oltre! libertà di digitalizzazione alla riga degli indirizzi! Certo che poi ritrovo un vecchio schema relazionale in una fanzine di arte postale primi anni '80 (epoca storica senza nessuna rete etettronica pubblica) ove la poetica della MailArt introduce a dinamiche di interferenza reciproca fra gli attori del network (già si chiamava così!). Una sorta di web2.0 ante litteram, semplice e creativo. La mia analisi su oggi... scema! Nel contempo sento roberto sulla chat di facebook > Marco ueh magiacani?? e oggi? > Roby libro edito a gratis... notturni 3...(antologia poetica) > Marco in cambio di???? > Roby niet! solo una certezza di acquisto delle copie... cosa che già si fa... > Marco wow splendido, mi metterò a fare il poeta!! > Roby hai capito! i poeti son gente ricca... > Marco ricca di animo! e siccome reputo l'architettura un'arte narrativa... ecco il poeta > Roby non avevo alcun dubbio sulla "poeticità" del tuo esistere al mondo! caro Marco+... > Marco ripensando: gran bel gesto da parte del Ns. editore (che è un vero editore!)!! > Roby e si! davvero... molto bello... siamo usciti "felici"... > Marco visto da fuori si può dire che una situazione del genere non capita tutti i giorni... credere nel PDB, i suoi movimenti e i suoi circuiti "alternativi" > Roby abbiamo dato vita a una COSA degna di Guy Debord... > Marco forse di più... ![]() Federico Taddia (una dele menti più attive della radio_televisione italiana) continuava a chiedere perchè proprio 6 minuti e 40! Anna Termite spiegava il format delle Pecha Kucha Night, dal Giappone, bla bla bla, dove creativi, architetti artisti, parlano, sbagliano tempi, e fanno vedere le foto delle proprie opere! Domenica mattina "L'altroLato" trasmissione radiofonica targata RadioDue, sulla sintonia fissa della mia radiolina del bagno, la mattina, abluzione, barba con schiuma lenta, e di solito mi diverto molto a sentire i lati B del mondo, o i lati A visti da altri punti di vista. Di PKN ne ho visti alcuni ed ad alcuni ne abbiamo partecipato... la formula è semplice: hai 20 secondi per 20 slide da proiettare (=6'40''), tu fai quello che vuoi, parli, canti, spieghi, silenzio onirico, fai le faccine, suoni, ecc.. è bello! giochi e ti esponi solo pochi minuti. Federico, un dubbio: ma se uno passa attraverso la tua "ufficiale" trasmissione, può poi ritornare ad essere un lato "altro"? (...) ![]() (x Luisa P. architetto). Nell'ultima mail mi chiedevi quale fosse la mia opinione sulla pedonalizzazione del Centro Storico della nostra città? Certo qualche idea ce l'ho, e va nella direzione di una mobilità consapevole, pur anche interferente. Ma chissà perchè al tuo quesito ho associato invece la realizzazione da poco inaugurata dello "stupendo" intervento dell'outlet di Noventa di Piave, in cui ho ritrovato tutto il mio disagio di etica progettuale e di apparente esclusione alla medietà vincente del Nord-ESt produttivo. Forse una risposta ai nostri centri storici "storici" è la creazione di centri storici "nuovi" superfunzionali. Una determinazione e una lettura "coerente" sconcertante! di cui faccio seguire la relazione di progetto. "Il progetto architettonico dell'Outlet di Noventa di Piave è ispirato alla tradizione architettonica locale, in particolare allo stile palladiano per quanto riguarda forme e proporzioni e ai palazzi veneziani e trevigiani per la loro monumentalità ed eleganza. Questo si traduce in scelte compositive che reinterpretano in chiave moderna la storia architettonica del luogo. Gli edifici prendono forma e si distribuiscono su vie, slarghi e piazze, alcuni accompagnati da porticati, altri arricchiti da guglie e torrette. Gli ingressi di Veneto Designer Outlet prevedono corpi alti che diventano riferimenti spaziali per i visitatori, mentre gli spazi esterni sono valorizzati dalla presenza di alberi e fontane. Particolare attenzione è stata rivolta ai porticati che conferiscono agli edifici un aspetto signorile oltre a creare dinamismo e varietà nei prospetti. Oltre ad essere una scelta estetica, il porticato ha anche un fondamentale valore funzionale che si traduce nella possibilità di visitare gli spazi riducendo al minimo gli inconvenienti causati dalle condizioni metereologiche. Per la realizzazione sono stati adottati sia i materiali tradizionali, come coppi in cotto per le coperture, la pietra per le zoccolature e gli intonaci con tinte appropriate per le facciate arricchite da citazioni decorative, sia tecniche e prodotti innovativi che oltre ad ottimizzare il manufatto dal punto di vista costruttivo, consentono un notevole risparmio energetico e di manutenzione. " Non trovo la firma di alcuno architetto, nei materiali divulgati dalla multinazionale. Forse non serve, forse rientrano in quei interventi commerciali a carattere stagionale e provvisorio. Forse... ecco alcuni link > mcarthurglen > articolo1 > gazzettino1 > hydea ![]() L'assetto idrogeologico italiano è assai complesso. Nonostante una sempre più accurata attenzione all'andamento delle acque meteoriche superficiali, permane una tendenza al tombinamento dei fossi nei pressi e all'interno dei centri abitati. Motivi igienico sanitari. C'è, in verità, qui nel nord-est, una azione di contro-tendenza, attivata da alcune illuminate amministrazioni ed è quella di sviluppare ed aprire nuovi fossati, al fine di trincerare perimetralmente tutte le aree verdi per evitare invasioni di flussi nomadi. I motivi in questo caso sono pure di sicurezza sanitaria, ma con forte componente razzista. |
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