![]() Alessio mi ha preso alle strette. dare un voto a questo e quel intervento edilizio di grande impatto urbanistico. qui, in una piccola città di provincia. ho bocciato tutti con estrema severità. senza nessuna nota esplicativa. come nella scuola d'oggi. avete voluto i voti, eccoli. poi per capire queste mie apparenti insufficienze devo render conto di alcuni esempi positivi. devo tornare indietro un po' nella storia, ma poi mi ricordo di alcuni interventi postbellici, onesti, con la qualità aggiunta di aver costituito una cortina edilizia, un senso urbano realistico, la città che cresce per modificazioni coerenti. saluti e grazie, chiudo definitamente il cellulare, devo fare il solito giretto in bici nella campagna, con giulio sul seggiolino, decontaminarmi dalla mia aggressività critica. mi piace sempre più l'architettura disegnata dall'aratro nei campi. ![]() Wilfking architettura nella sua inchiesta "OLTRE IL SENSO DEL LUOGO" pone due domande secche a marco opla+ : > Qual è l’architetto noto che apprezzi e perché? > Qual è l’architetto non noto che apprezzi e perché? .... per i curiosi le due risposte secche seguono qui ![]() Il progetto opla+ per il WozLab2oo9 si chiama UNIT-e, con chiaro richiamo alla unione delle due sponde dello stretto di Messina, ove siano le idee, come le onde elettromagnetiche, a correre libere nell’aria (un ponte sullo stretto non ci serve!). UNIT-e dichiara anche la sua valenza di unità (elemento base) elettronica, tecnologia volta a favorire una reale capacità relazionale. Ecco cosa scriviamo agli organizzatori: ![]() ”… Cari Vivian e Domenico, è chiaro e forte il vostro impegno per un mondo migliore… WOZ in senso generale è uno stimolo forte… Siamo oltremodo convinti che siano proprio “le arti, oltre che le politiche e le economie, a dover incidere sulla scorza di attività e comportamenti obsoleti”. Le arti e la loro attitudine interferente “sostengono i processi educativi, le capacità di autodeterminazione e lo sviluppo di strategie collettive”. Il gruppo Opla+ da tempo indirizza la sua ricerca artistica su tematiche legate all’urbanistica consapevole stimolando azioni di riscoperta identitaria. Per il workshop a distanza WozLab 2009, ci sembra di poter essere più efficaci nel lavorare attorno ad un intervento strategico “fondativo” con “trame connettive” (tracciamento di legami significativi, sia fisici che virtuali, tra elementi presenti sul territorio), pur ipotizzando un intervento realizzativo di “landscape design” fortemente simbolico. Per tale motivo (e per sopperire la nostra ignoranza dell’intimità dei luoghi) le aree di intervento scelte sono potenzialmente tutte e anzi si auspica una “sperimentazione” allargata alla sponda siciliana, ma anche teoricamente verso ogni direzione…” (per leggere oltre… del progetto opla+ , entra nel WOZLAB… e/o guarda il video qui sotto...) UNIT-e from Marco Opla on Vimeo.
Opla+ n.21172199 del
24/08/2009
[ ore 15:27 ] [ commenti (3) ]
[ ambiente, architettura, installazioni ]
![]() Salvatore d'Agostino nel suo blog wilfing_architettura stà svolgendo un inchiesta "molto estiva" (fresca) su i blogger-architetti italiani, partendo da due domande secche su chi sia per gli interlocutori, l’architetto noto e non noto che apprezzano di più e perché. Seguiamo la cosa con molto interesse perchè adoriamo le sfumature ai bordi!. Con sorpresa Emmanuele Pilia cita Opla+, chiaramente tra i non noti, definendoci "situazionisti": <... La loro (...) tendenza è di innestare pochi e semplici elementi nel contesto dove vanno a operare, che possono essere talvolta anche banali, ma che portano una leggera destabilizzazione, sufficiente a richiamare la curiosità dei passanti, ossia dei fruitori della città... > (per i curiosi leggere tutto QUI) ![]() PS. le foto del post sono dell'ultima installazione realizzata nei monti tra Friuli e Slovenia (agriturismo zaro). con interazione libera, animali e bambini consenzienti, intellettuali felici, menu super! fino al 31 agosto.
Opla+ n.21014899 del
23/07/2009
[ ore 22:56 ] [ commenti (5) ]
[ ambiente, architettura, segnaletica, installazioni ]
![]() Con un percorso biennale in tre tappe, 25 artisti, friulani, italiani e internazionali sono stati invitati a progettare la trasformazione in senso utopistico del complesso rurale dei Colonos, un luogo carico di storia e di valori identitari. L’obiettivo era quello di coniugare arte contemporanea, utopia e territorio, creando un laboratorio di ricerca collettiva capace di generare riflessioni, spunti, idee e progetti declinati al futuro. (OPLA+ era intervenuto con suo progetto *trapasso). L’intera avventura creativa di “Insiums- progjet utopie” viene ora documentata in un libro-catalogo plurilingue, con interventi di Gillo Dorfles, Alberto Garutti e Angelo Bertani, con un corredo fotografico che permette di conoscere le opere degli artisti e i diversi eventi che hanno caratterizzato un’esperienza culturale di grande originalità. Le coordinate per l'evento: INSIUMS PROGJET UTOPIE venerdì 15 maggio 2009, h 20:30 presso agriturismo Ai Colonos, Via Giovanni da Udine, 8 33050 Villacassa di Lestizza (Ud) tel/fax 348 10 15 830 - intervengono ANGELO BERTANI curatore del progetto e RICCARDO CALDURA, critico d'arte contemporanea e direttore della Galleria Contemporanea di Mestre.
Opla+ n.20535621 del
13/05/2009
[ ore 22:46 ] [ commenti (5) ]
[ ambiente, architettura, arte, segnaletica, installazioni ]
![]() Tempo fa Mario Cucinella sulla sua bacheca di facebook diceva di lavorare "sulla definizione di sostenibilità" e aggiungeva "suggerimenti ne avete?". Marco Opla, tra i molti che avevano lasciato degli input, aveva lanciato convinto la sua frase "sintetica", dichiarando che la "sostenibilità abbia a che fare qualcosa col concetto di consapevolezza operativa, un'etica di equilibrio dei valori identitari messi in campo, in qualsiasi processo progettuale...", credendo cioè che sostenibilità non vada sempre associata alla sola visione di eco-compatibilità, ma coniugata in una più allarata visione sociale e anche economica, dove far emergere ogni onesta (etica) pratica intellettuale ed operativa. Credo che il buon Mario Cucinella pensi proprio ad una rivoluzione del pensiero progettuale a partire da oggettive e trasparenti responsabilità. Mi è più facile rimettere in ordine i suoi "condivisibili" pensieri (maturati dopo la tragedia abruzzese) ... <"è il momento di cambiare!!!!!!!!!! affrontare il tema della ricostruzione è fondamentale per non creare altri drammi nel tempo. l'occasione è quella di ricostruire dentro la città con principi di sicurezza che già il nostro paese ha normato, e applicare i principi di sostenibilità. il problema non è la progettazione è il sistema burocratico, è la capacità di controllare le costruzioni, di applicare con senso di responsabilità civile ed etica le norme... a questo paese non piace il rispetto rigoroso delle norme, non piace essere controllati e manca, e tutti lo sanno, il rigore dei processi dalla progettazione alla cotruzione ai controlli. bisogna smettere di fare appalti integrati su progetti preliminari e lasciare i progetti al sistema degli appalti al massimo ribasso. purtroppo questo piace a molti che vedono da troppo tempo in questa logica demenziale l'unico modo di fare tutto meno che dell'architettura, tutto meno che gli interessi collettivi. Basta a questa logica. E' da qui che deve rinascere una nuova etica e un processo completo per realizzare opere di qualità dove ognuno faccia il suo lavoro e assuma le proprie responsabilità. senza questo non nascera nulla e sopratutto nulla di nuovo...">> Mi è più facile rinfrescare "graficamente" uno schema oltremodo condivisibile datomi da Gianni (team-leader di mod-o) che apparteneva ai suoi appunti di studio di oltre vent'anni fa. Olà, si passi di corsa all'applicazione consapevole... E poi ci si chiede da dove arrivano certe idee... il piano casa di questi giorni. Stuccevole occasione tecnico imprenditoriale... ma si! un'occasione splendita anche per il mondo artistico... Opla+ ci aveva ragionato qualche tempo fa... maturando l'idea di ampliamenti armonici (tradotti anche in anilisi di pianificazione per livelli, lasciando piu spazio a terra, considerando comunque l'andamento demografico e le compatibilità storico-ambientali, standards, ecc, ecc...). Modificazioni a carattere collettivo ... senza dover per forza definire laconiche percentuali di cubatura-bonus e senza alimentare la solita illusione di coltivare individuali libertà. ![]() Pilia Emmanuele nel suo blog "TransArchitecture research" dice di Opla+: Una voce contro che riesce a diblare con olimpionica eleganza qualsiasi luogo comune... (.). Segue chiaccherata tra lo stesso Emmanuele e MarcoOpla, così giusto giusto per capire meglio i terreni di esplorazione del gruppo OPLA+. Trovate tutto qui...>>> e poi consigliamo di sbirciare tutto il blog!
Opla+ n.19796287 del
08/02/2009
[ ore 22:17 ] [ commenti ]
[ ambiente, architettura, arte, segnaletica, installazioni, ibridazioni ]
![]() La complessità di stratificazioni percettive di un territorio (dalle più tecnico-analitiche a quelle emozionali), che ad ogniuno di noi rimanda a delle personalissime letture, ci induce a considerare fondamentale la ricerca di "linguaggi sensibili" dove far emerge i "valori delle parole" in processi di condivisione e di consapevole contaminazione. E' questo l'auspicio che Opla+ fa, attraverso un slide-show è una pubblicazione visual, e che accompagna il lavoro indroduttivo di Giorgio Chiarello al "Workshop 112 - International Approaches to Sustainability in the Environment" Sunday, January 11, 2009, durante il TRB 88th Annual Meeting, in Washington, D.C.
Opla+ n.19546306 del
11/01/2009
[ ore 00:06 ] [ commenti (3) ]
[ ambiente, architettura, ibridazioni ]
![]() E' fine anno, si fanno buoni propositi per il futuro. Mi pare ci sia un po' di fermento per chi pensa all'architettura fuori dai metricubi e dai protagonismi dei grossi nomi. Basta girare un po' nella rete (interessanti le discussioni su wilfingarchitettura.blogspot , su piliaemmanuele.wordpress , archphoto.it ecc...) o fare uno+uno (anche il Vittorio Gregotti nella sua ultima strenna decide di dedicarsi criticamente allo spostamento dell'architettura verso l'indistinta nuova disciplina dell'estetizzazione diffusa del mondo!). Mi permetto di distrarmi... vado anche alle celebrazioni per i 60 anni della dichiarazione universale dei diritti umani, e un sindacalista che parla dei volti odierni della nuova emarginazione, introduce a concetti di città plurale e di bene comune (non pubblico) fino a ipotizzare a suo modo il bisogno di un piano regolatore sociale. E' un punto di vista interessante e mi rimanda alle parole di Franco La Cecla che nel leggere la Barcellona di oggi parla di "socialità densa". Però è da un po' di giorni che mi ripassa spesso per la testa una parola detta da dei giovani imprenditori vitivinicoli, non curanti dell'andamento economico globale, consci del loro operato e del loro onesto risultato: avere "sostanza". Penso alla reti, ai flussi, ad una idea di architettura 2.0... ma piace anche poter ripartire da qui. |
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