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m o n d o _ o p l a c a n t i e r e . a p e r t o o p l a + j a p a n _ t o u r o p l a p i u . i t @ ________________________________ r i .P O S T .i g l i u l t r a l i n k u l t r a b l o g d e p o s i t i c h i ? _ w h o ? blog_categories ambiente architettura arte ibridazioni installazioni memorie patch segnaletica blog_archive oggi maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 luglio 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 settembre 2003 agosto 2003 luglio 2003 giugno 2003 maggio 2003 aprile 2003 marzo 2003 febbraio 2003 gennaio 2003 ________________________________ OPLA + archiportale.com OPLA + flickr.com OPLA + blog/archiportale ________________________________ ________________________________
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![]() HUMUS PARK, un meeting internazionale di artisti land art a Pordenone, parco del Seminario, dal 12 maggio... La cosa affascina assai... e del resto Pordenone è a due passi! Così non resta che andare a trovare Vincenzo Sponga e Gabriele Meneguzzi (curatori dell'evento e artisti land art, già incrociati ad "arti nel bosco" di Torrate) per uno scambio di opinioni. Alla "leggerezza" dei loro interventi artistici si contrappone la determinazione nell'impegno divulgativo alla sensibilizzazione alla natura, e risulta facile la condivisione alle letture "diverse" del paesaggio! Aspettiamo con trepidazione i trenta artisi all'opera, e il convegno del venerdì, il programma lo trovate qui >>>. Ci sentiamo più avanti... ![]() Preambolo - Rileggo per l’ennesima volta il “manifesto del Terzo Paesaggio” di Gilles Clément, perché abbiamo bisogno di fissare delle regole semantiche. E allora trovo, in estrema ma necessaria sintesi, che la forza di questo pensiero sia concentrata in un ribaltamento (rivoluzione?) di termini e di valori. Ciò che è lasciato in disuso, dalle aree industriali dimesse alle aiuole spartitraffico, non è più degrado ma diventa punto di forza per la biodiversità. E questo modo “altro” di leggere il paesaggio (ma anche il territorio) apre a considerazioni analitiche “nuove” ed apre a meccanismi evolutivi di estrema importanza per una “visione” futura del pianeta. Non male: cambiare i punti di vista, un’azione apparentemente semplice, alquanto geniale, e spesso anche coraggiosa. In ambito artistico Opla+ muove le sue ricerche proprio in questa direzione: offrire punti di vista per favorire personali formule di lettura di ciò che ci circonda, sia esso un territorio fisico che astratto. E in questa offerta di scostamento degli assi visivi-concettuali emerge la consapevolezza di un trapasso suggestivo ove l’una e l’altra parte individuano nei margini una risorsa e non un limite. Noi partiremo da qui… a domani! ![]() Opla+ è da sempre sensibile alle "suggestioni" del paesaggio tanto da farsi interprete di processi di lettura territoriale attraverso interventi artistici specifici. Così non è sfuggita tra le varie e-mail che arrivano ogni giorno, quella che invita alle "Lezioni di paesaggio" a Savignone (Ge), Colonia di Renesso, 3 - 25 maggio 2008, a cura di plug_in - laboratorio di architettura e arti multimediali - e non solo perchè è un evento che prevede una serie di incontri, happening, mostre e installazioni temporanee, ma anche perchè l’obiettivo dichiarato è quello di "diffondere e stimolare una cultura condivisa a partire dalla declinazione e dalla definizione del termine paesaggio nella convinzione che solo conoscendo adeguatamente quest’ultimo è possibile instaurare una nuova e diversa relazione con esso". Una segnalazione da condividere, ad arte!
Opla+ n.16947106 del
01/05/2008
[ ore 16:58 ] [ commenti (5) ]
[ ambiente, segnaletica, installazioni ]
![]() Caspita! Credo che abbiamo il nome dell'ordine professionale più lungo del mondo: "ordine degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della provincia di ...". Contratto si legge così: Ordine APPC (apipici) di .... Le news e gli aggiornamenti arrivano via e-mail e molto spesso vanno dirette nel cestino del desktop. L'altro giorno il "mio" Ordine mi gira un appello dell'ordine APPC di Arezzo a tutti gli architetti italiani affinchè invitino la Giunta Comunale di Arezzo a tornare sui suoi passi, e affidare l'incarico esecutivo al progetto vincitore di un concorso per la piazza principale. Mi dico: niente di nuovo sotto il sole! Mi chiedo solo come mai tutta questa mobilitazione tra ordini. E che senso ha tutto questo! Io di Venezia mando una e-mail al Sindaco di Arezzo per spirito di apparteneza alla categoria? Ma se non ricordo nemmeno come si chiama il "nostro" presidente nazionale? C'è ancora Sirica? Ho visto esiti concorsuali peggiori e ordini oltremodo disattenti, decaloghi sul buon concorso e osservatori istituzionalizzati di facciata... Uff! Sono assuefatto da questo dis-ordine. ![]() Stavamo cercando un modo di rappresentare un'urbanistica fatta di pensieri creativi e aggreganti, un piano regolatore dove siano le persone e le loro proiezioni vitali a modificare il territorio, indicando processi di investimento culturale più che disegnando mappe di destinazione d'uso. Ok: un sogno. Ma ci stiamo davvero lavorando sodo... ed ogni consiglio utile. ![]() Per chi si trovasse già in ferie in Sardegna, o per chi si volesse distrarre in un buon weekend con scusa culturale o fosse semplicemente interessato agli eventi di architettura in senso trasversale, non rimane che seguire la prossima edizione di Festarch - festival internazionale di Architettura - a Cagliari, diretto da Stefano Boeri e Gianluigi Ricuperati, in programma il 29/30/31 maggio e 1 giugno 2008. Il tema scelto per la nuova edizione è il “turismo planetario”, il turismo, indagato nelle sue premesse geopolitiche, nelle sue forme architettoniche e nelle sue conseguenze economiche ed emotive. Non poco! e a discuterne vedremo anche numerose personalità... teniamo i binocoli a tiro! tutto su www.festarch.it ![]() INSIUMS, progjet utopie. Un weekend di lavoro-scambio artistico. La corte rurale dell’agriturismo “ai colonos” che ci ospita, è semplicemente splendida e accogliente, così come i curatori Angelo Bertani e Federico Rossi. Un primo pomeriggio a scambiarsi opinioni e ascoltare il “maestro” Alberto Garutti (dritto, essenziale, efficace), su dinamiche processuali importanti per chi vuole lavorare sul “sogno” (di pasoliniana memoria) e dare stimoli alla collettività in un’ottica di forte identità dei luoghi e delle persone. Se poi l’arte deve scendere dalla sua aulica esibizione, ok! Ci trova tutti d’accordo. Ma riflettendo (e su suggerimento di Marotta&Russo), chi tra i presenti ci è mai salito sul quel gradino? Nessuno. Così è stato facile la sera far interferire, in pochi ma essenziali minuti di proiezione, le esperienze di “attivismo” artistico di ciascun invitato. La mattina seguente l’incanto delle storie e delle “fiabe” raccontate da Guido Sut, che ci hanno trasportato in un passato privo di materia nostalgica e altrettanto suggestivo di fantastiche intuizioni. La vita ai “colonos” continua, qui ed ora, in un’accezione poetico-culturale e con la stessa saggezza della leggiadria popolare. Al ritorno rileggo con occhi gioiosi la campagna friulana, specie dove scorgo ancora qualche riva di fosso piena di salici da palo (i gelsi son spariti da anni) e mi viene da pensare all’Arte pubblica come una persistenza che sfiori continuamente il quotidiano divenire e si alimenti delle piccole grandi mitologie locali. (1-continua)
![]() Step#1 >> workshop >> ven.11.aprile ore 21.00 >>ass. Ai colonos >> Villacaccia di Lestizza UD >> gruppo opla+
Opla+ n.16650246 del
08/04/2008
[ ore 01:07 ] [ commenti (3) ]
[ ambiente, architettura, arte, segnaletica ]
![]() Comunicazione di servizio: so che i commenti ai post con lo pseudonimo Giulio e Giulio2 sono apparsi ormai in tempi non sospetti, ma ora richiedo a codesti spettabili commentatori di poter cambiare i loro nickname, così da non confondermi con il mio caro piccolo neonato GIULIO. papà marco_opla+! ![]() Strade 4. Al di la del bel paesaggio che attraversa (dove la cultura estensiva lascia gradualmente posto a poderi molto più frazionati e delimitati da filari arbustivi) questa strada di medio-bassa percorrenza nella pianura friulana possiede un fascino aggiunto. Non essendoci il fossato come limite marginale, le coltivazioni si estendono fino a ciglio strada e si confondono con la fascia verde di pertinenza stradale dove svettano quasi galleggianti nel verde i paletti segnalatori. La sensazione del viaggiatore (anche automobilistico) è di sicuro piacere ed inoltre questa semplice vicinanza sembra indicare con maggior forza quale sia la gerarchia di rispetto del paesaggio, dove (oops!) la strada sembra davvero essere lì in aggiunta, un’ospite discreto e attento. D’altra parte, lo sappiamo si, che la stragrande maggioranza delle strade ha fossati scolmatori laterali, tant’è che già si progettano così, perché soluzione più ovvia alla regolamentazione idraulica del territorio circostante. Due osservazioni, due: diventa importantissimo pensare sempre progettualmente ai “bordi” quali elementi di “vicinanza” tra sistemi, ed anche per gli aspetti prettamente tecnologici avremo bisogno di una revisione strategica e “stilistica”. |
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