Da "ad ogni cosa il suo nome" (ed. le voci della luna - poesia) Francesco Tomada legge: XII. Io vivo qui pt. II / Ti voglio descrivere un orizzonte: / dal pendio del Podgora alla conca dove riposa la città / e poi sul labbro scuro del Sabotino / saranno tre chilometri in linea d’aria. / Adesso lo voglio misurare: / per riempire il cielo serve un pugno di rondini in volo; / novant’anni fa per prendere questa terra / morirono quattrocentomila soldati. / Gorizia ha quarantamila abitanti, per ciascuno di noi ci sono dieci morti. / Le rondini invece non bastano per tutti. / Per questo, quando ne arriva una, fa primavera. Francesco lo conosco appena, ma lo penso come un vecchio amico, sarà la vicinanza anagrafica, conosco poco la sua poesia, non sono un'esperto, ma l'altra sera le sue letture mi hanno scosso e commosso, complice il vino e un po' la stanchezza da assessore alla cultura di nomina fresca, per alzata di mano. Quello che mi ha stupito e la sua grande, grandisima, capacità di raccontare un paesaggio e l'anima di una città, in poche, pochissime parole. Perbacco, per quel poco che so' di Gorizia, l'ho rivista e rivissuta in un lampo di mille emozioni sensoriali. Così, poi, per tutta la sera, a non smettere di pensare quanto sia utile lasciare in mano ai poeti, il racconto delle nostre città e dei nostri territori, quale strumento migliore per liberarsi dalle logiche del cemento regolatore. Cosa succede? oggi ha inizio Orchestrazione, la n.17, tema: la crisi, e nonostante il capitolo finanziamenti sia in vorticoso calo, questi ragazzacci organizzatori sono capaci di raddoppiare l'offerta culturale con due weekend di fuoco incrociato tra arti e contaminazioni... I FarFilmEnt, massimo rispetto, hanno sfornato addirittura tre, dico tre, mirabili spot... rintracciabili qua e la nel web. Quello che vedete qua sopra in puro freestye cita a ritmo, al minuto1'02'' gli Opla+ o o o o o o o o o opla +... Un doveroso inchino a Zed & company... ai pazzi-scalmanati del Porto dei Benandanti... e un pensiero a ritroso, orchestrazione edizione 1999... ove gli opla (non ancora con il più) muovevano i primi passi... con una giocosa installazione interattiva: "la mia casa", un cubetto cm.50x50 a forma di casa ove venivano "strategicamente" proiettate su i quattro lati diapositive di texture edili e componenti di facciata, cosicchè ogniuno potesse manovrando i proiettori "costruirsi", con pazienza e casualità, la sua casa dei sogni... (www.orchestrazioni.splinder.com)
![]() Alessio mi ha preso alle strette. dare un voto a questo e quel intervento edilizio di grande impatto urbanistico. qui, in una piccola città di provincia. ho bocciato tutti con estrema severità. senza nessuna nota esplicativa. come nella scuola d'oggi. avete voluto i voti, eccoli. poi per capire queste mie apparenti insufficienze devo render conto di alcuni esempi positivi. devo tornare indietro un po' nella storia, ma poi mi ricordo di alcuni interventi postbellici, onesti, con la qualità aggiunta di aver costituito una cortina edilizia, un senso urbano realistico, la città che cresce per modificazioni coerenti. saluti e grazie, chiudo definitamente il cellulare, devo fare il solito giretto in bici nella campagna, con giulio sul seggiolino, decontaminarmi dalla mia aggressività critica. mi piace sempre più l'architettura disegnata dall'aratro nei campi. ![]() Wilfking architettura nella sua inchiesta "OLTRE IL SENSO DEL LUOGO" pone due domande secche a marco opla+ : > Qual è l’architetto noto che apprezzi e perché? > Qual è l’architetto non noto che apprezzi e perché? .... per i curiosi le due risposte secche seguono qui ![]() Breve post per ricordare l'incontro di sabato: inaspettate quanto plausibili le convergenze operative possibili... E già! la memoria (non solo digitale) va scannerizzata ogni tanto... cosicchè (grazie george) mi hai fatto ricordare che al Parco della Scultura in Architettura c'eravamo già stati e avevamo fatto "violenza" a quella famosa casa abbandonata, con la messa in scena di quei strani delitti... ![]() Chi non ha mai ricercato se stesso in google, scalgi la prima pietra. Orbene è un'operazione che faccio ogni tanto per capire meglio dove finiscono le interferenze opla+. Mi capita pertanto che scovo una ricerca a firma I.U.A.V (Resp. Scientifico: prof. Pier Luigi Sacco, Resp. di progetto: dott. Guido Ferilli) e regione Veneto, un progetto INTERREG dal titolo: "Studio per l’analisi ed elaborazione di un sistema di potenziali distretti culturali nella Regione del Veneto" e al capitolo veneto orientale - architettura - pag.31 trovo citati in bella evidenza OPLA+. Leggo e non mi stupisco, è tutto taglia-incollato da Please-Disturb (fuoribiennale), ma almeno veniamo citati assieme ad altre due realtà promozionali dell'architettura: la prima galleria dedicata all’architettura, nata nel 2004 all’interno di una fabbrica, la General Membrane di Ceggia (Venezia) e presto divenuta avamposto per il nord dell’istituzione milanese TriennaleOff e il Parco della Scultura in Architettura di San Dona’ di Piave. E così mi ritorna in mente che la nostra installazione L.I.U. (landscape.interface.unit) ha transitato per un mesetto proprio al Parco della Scultura in Architettura di San Dona’ di Piave, stimolando interferenze visive con le altre opere stanziali del Parco... e con devoto rispetto al mito di Bruno Munari che diceva del sito: "C'è un viale di alberi disposto con la prospettiva capovolta. Non c'è il lupo. In questa zona si può fantasticare, c'è qualcosa di diverso. Si può essere stimolati a fare progetti artisti dentro di sé. L'arte appare quando uno non sa quello che fa". Segue foto con didascalie... ![]() Interno con sbirciatina sulle bandierine di A.Mendini ![]() Il cane opla+ osserva il portale di Campo Baeza ![]() Laggiù in fondo la casa abbandonata di Rossi ![]() Dice Munari "Passa solo una persona alla volta" (l'omino LIU) ![]() Il progetto opla+ per il WozLab2oo9 si chiama UNIT-e, con chiaro richiamo alla unione delle due sponde dello stretto di Messina, ove siano le idee, come le onde elettromagnetiche, a correre libere nell’aria (un ponte sullo stretto non ci serve!). UNIT-e dichiara anche la sua valenza di unità (elemento base) elettronica, tecnologia volta a favorire una reale capacità relazionale. Ecco cosa scriviamo agli organizzatori: ![]() ”… Cari Vivian e Domenico, è chiaro e forte il vostro impegno per un mondo migliore… WOZ in senso generale è uno stimolo forte… Siamo oltremodo convinti che siano proprio “le arti, oltre che le politiche e le economie, a dover incidere sulla scorza di attività e comportamenti obsoleti”. Le arti e la loro attitudine interferente “sostengono i processi educativi, le capacità di autodeterminazione e lo sviluppo di strategie collettive”. Il gruppo Opla+ da tempo indirizza la sua ricerca artistica su tematiche legate all’urbanistica consapevole stimolando azioni di riscoperta identitaria. Per il workshop a distanza WozLab 2009, ci sembra di poter essere più efficaci nel lavorare attorno ad un intervento strategico “fondativo” con “trame connettive” (tracciamento di legami significativi, sia fisici che virtuali, tra elementi presenti sul territorio), pur ipotizzando un intervento realizzativo di “landscape design” fortemente simbolico. Per tale motivo (e per sopperire la nostra ignoranza dell’intimità dei luoghi) le aree di intervento scelte sono potenzialmente tutte e anzi si auspica una “sperimentazione” allargata alla sponda siciliana, ma anche teoricamente verso ogni direzione…” (per leggere oltre… del progetto opla+ , entra nel WOZLAB… e/o guarda il video qui sotto...) UNIT-e from Marco Opla on Vimeo.
Opla+ n.21172199 del
24/08/2009
[ ore 15:27 ] [ commenti (3) ]
[ ambiente, architettura, installazioni ]
![]() Si fa presto a parlare di verde, eco di qua, bio di la, orti urbani, filtri vegetazionali, progettazione integrata, inerbiti pensili, ecc... ecc... non lo so, ma oggi è ferragosto, l'anticiclone è in buona posizione, la temperatura supera la media ... ed io mi trovo a passeggiare nelle ore più calde in questo viale agricolo, tutto ombreggiato dalle fitte piccole foglie dei grandi olmi, con leggera brezza dal sapore salino... faccio due calcoli veloci, l'ombra supera l'ottanta per cento della superficie stradale, non male mi dico, ma non lo so, che valore abbia questa cosa... quando vale una sensazione gradevole? quanto vale camminare scalzi in un selciato di porfido non arroventato dal sole di ferragosto? quanto vale sentirsi invasi dalla natura? ... Beh! ci penseremo meglio domani o dopodomani, dopo aver organizzato un bel bagno al mare e aver rigenerato i nostri stimoli progettuali..
![]() Beh! stavolta segnalo solo il link a questa "serata culturale" in attesa di sbirciare il catalogo dell'evento... e con la speranza di non saltare ancora ad altra data... Un po' del progetto *trapasso lo trovate qui e anche qui ma anche qualche post piu giu... con video qui... ![]() Salvatore d'Agostino nel suo blog wilfing_architettura stà svolgendo un inchiesta "molto estiva" (fresca) su i blogger-architetti italiani, partendo da due domande secche su chi sia per gli interlocutori, l’architetto noto e non noto che apprezzano di più e perché. Seguiamo la cosa con molto interesse perchè adoriamo le sfumature ai bordi!. Con sorpresa Emmanuele Pilia cita Opla+, chiaramente tra i non noti, definendoci "situazionisti": <... La loro (...) tendenza è di innestare pochi e semplici elementi nel contesto dove vanno a operare, che possono essere talvolta anche banali, ma che portano una leggera destabilizzazione, sufficiente a richiamare la curiosità dei passanti, ossia dei fruitori della città... > (per i curiosi leggere tutto QUI) ![]() PS. le foto del post sono dell'ultima installazione realizzata nei monti tra Friuli e Slovenia (agriturismo zaro). con interazione libera, animali e bambini consenzienti, intellettuali felici, menu super! fino al 31 agosto.
Opla+ n.21014899 del
23/07/2009
[ ore 22:56 ] [ commenti (5) ]
[ ambiente, architettura, segnaletica, installazioni ]
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